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Questa sezione è una galleria di informazioni, un panorama di storie, personaggi, curiosità, monumenti, tradizioni, territori,
Uno sguardo a 360 gradi su Cuba.
Scopri in queste pagine la Cuba che non conosci.

 







“COMANDANTE” FINALMENTE SUGLI SCHERMI ITALIANI

Il documentario – intervista girato da Oliver Stone su Fidel Castro, arriva in Italia con ritardo rispetto ad altre uscite in America latina e in altri paesi anche europei. Il documentario su Fidel - a quanto dicono alcuni esercenti - sta andando abbastanza bene in una stagione cinematografica in sensibile crisi di pubblico e di incassi. Certo, Oliver Stone è un grande regista, anche se alcuni maliziosi osservatori tendono a sminuirne la carriera proprio per l’avversione a questo lavoro incentrato sul presidente cubano.

 

Una delle più significative sequenze del film- documentario, quella in cui Stone e Castro vanno a visitare la Scuola internazionale di scienze mediche situata alla periferia ovest de L’Avana. Qui, attorniati da un centinaio di studenti festanti, il regista e il comandante parlano con alcuni di loro e a un certo punto si fa sentire una ragazza che dice: “ comandante, sono originaria della repubblica Dominicana ma vivo negli Stati Uniti. Sono venuta a studiare medicina qui a L’Avana e tornerò poi a fare il medico nei quartieri poveri a New York “. Già, dov’è il punto. Sta nel fatto che la giovane dominicana (al pari di migliaia di altri studenti di molti paesi latinoamericani e del Terzo mondo) a Cuba, alla scuola di medicina dell’Avana, si può  laureare in medicina in un corso di studi universitari praticamente gratuito. Un corso di laurea che negli Usa costa  ogni anno diverse migliaia di dollari.

 

Alternato tra il colloquio tra Stone e Fidel nel suo studio, immagini storiche di repertorio documentaristico e squarci della capitale cubana in mezzo alla gente, il film fa ampiamente parlare Castro, gli permette di far arrivare al pubblico la sua voce, le sue idee e il suo concetto della realtà contemporanea del mondo.

 

Vengono rievocate pagine drammatiche della storia come la guerra del Vietnam (dove Stone, soldato americano, rimase ferito due volte) o l’invasione dei 1500 mercenari a Cuba, a Playa Giròn nell’aprile del 1961, battuti in 72 ore dai miliziani e dai patrioti cubani. Si fa riferimento al duro embargo e blocco degli Usa contro Cuba (il più lungo blocco della storia, dal 1963, inasprito da nuove leggi statunitensi di ulteriore strangolamento economico negli anni più recenti), e anche agli atti di terrorismo provenienti dall’esterno che Cuba ha dovuto subire.

In particolare Fidel riafferma la sua condanna sull’attuale e imperante ordine economico e sociale mondiale che definisce inaccettabile e insostenibile non solo per i paesi poveri ma che può risultare catastrofico anche per l’Occidente.”Tra quindici anni la popolazione mondiale sarà di 8 miliardi, tra venticinque sfiorerà i 10 miliardi di esseri umani”, dice Fidel Castro. E ancora: “Se il mondo non cambia rotta verso una molto maggiore equità economica e giustizia sociale, tra cinquanta o meno di cento anni la stessa esistenza della specie umana può estinguersi. Il pianeta  non può sopportare l’attuale e ingiusto modello di sviluppo selvaggio”.

Che sia interessante il lungo colloquio tra il regista americano e il presidente cubano, lo sta confermando l’interesse del pubblico nei cinema. Il dialogo spazia su vari temi, anche quelli riguardanti la vita personale, familiare e sentimentale sui cui Castro mantiene comunque uno stretto riserbo (”la vita privata e strettamente personale deve restare separata da quella pubblica e politica“, dice Fidel) e non mancano oltre gli argomenti gravi e seri della storia anche momenti rilassati o scherzosi con qualche buona battuta di spirito tra i due, attorniati dall’interprete Juanita Vera, dai cameraman e i tecnici della troupe e da altri ospiti tra i quali appare brevemente Fidelito, ingegnere elettronico e primogenito di Fidel nato nel 1953 dal matrimonio con Mirta Diaz Balart ( la cui famiglia divenne poi ed è tuttora una delle più dure oppositrici di Castro da Miami).

 

In sostanza “Comandante “ è un documento umano, psicologico, storico e politico di notevole importanza su un personaggio e una personalità come quella di Fidel  che è un autentico mito mondiale. “Comandante “ di Oliver Stone è effettivamente un lavoro semplice ma di notevole abilità e interesse. Perché riguarda un gigante della storia, un grande protagonista delle vicende dell’America latina e non solo, un personaggio anche molto discusso ma che rimane uno straordinario combattente  per la completa sovranità e indipendenza del suo paese e per il progresso sociale del suo popolo. Fidel Castro, contro la cui vita sono stati progettati centinaia di attentati, è sulla barricata da quasi sessant’anni, da quando nel 1948 diveniva uno dei leader del movimento studentesco all’università dell’Avana. Poi venne la lotta armata contro il regime tirannico di Batista nel ’53, il carcere duro all’isla de Pinos, l’esilio in Messico, il ritorno a Cuba nel ’56 con gli 82 uomini del “Granma”, i due anni di dura e vittoriosa guerriglia sulla Sierra contro un esercito di 20mila soldati, poi la vittoria della Revoluciòn all’inizio del ’59 e il resto della lunga vicenda di Cuba che arriva fino ai nostri giorni. Se non è un gigante della Storia quest’uomo…! Castro ha assistito al passaggio di dieci presidenti Usa, da Eisenhower a Kennedy, a Johnson, Nixon, Carter, Ford, Reagan, Bush padre, Clinton, Bush figlio, quarantasei anni di durissimo confronto con l’impero Usa che non ha mai smesso di minacciare la sovranità di Cuba. Contro ogni tipo di difficoltà, Fidel Castro ha modellato la storia di Cuba la cui popolazione ha oggi una vita media di 77 anni, la più lunga di tutte le Americhe dopo il solo Canada.

 

Andate a vedere le condizioni degli altri paesi dell’America Latina. A Santo Domingo la mortalità infantile è al 30 per mille, cinque volte superiore a quella di Cuba, in Messico e Argentina è al 24, in Bolivia al 50 per mille. In Colombia e Perù a decine di migliaia bambini e bambine, ragazze e adolescenti lavorano nelle miniere, a Cuba non esiste il lavoro minorile:  bambini e bambine,  ragazzi e ragazze vanno a scuola obbligatoriamente fino a 16 anni. Queste le realtà dei fatti. Per questo si fanno i film su Fidel, un gigante della storia tra i nani della cronaca, si potrebbe dire.

 “Comandante “ di Oliver Stone è un semplice documentario. Ma fa spettacolo, richiama interesse, attenzione.

 

 

data di inserimento: 06/04/2006

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