Il film è una pellicola asciutta, quasi un documentario, un cammeo ben realizzato del medico argentino che seguì il carismatico Fidel su una barca che faceva acqua, contro l'oppressione di Batista. E così comincia la Rivoluzione, così come la conosciamo, e la mitizziamo, nel ventesimo e nel ventunesimo secolo.
Non ci sono concessioni di alcun genere al romanzesco, alla fiction. Sembra che Sodembergh, volutamente, decida di ritrarre Ernesto Guevara così come poteva vederlo un suo compagno, preso tra gli attacchi d'asma nella giungla cubana, o intento alla lettura, fra uno scontro e l'altro, mentre cura i feriti con mezzi di fortuna, o incita i campesinos ad istruirsi. Inflessibile e granitica, la faccia del Che Guevara non lascia trasparire altro che quello che la Storia ci ha trasmesso: il personaggio non ha cedimenti, né, per quel che si vede, una vita privata, un'interiorità che scorra visibile sotto la barba, nel fumo del sigaro. E bisogna dire che Benicio del Toro ha una grande parte di merito, e dà una bella prova di sé assumendosi un personaggio così tirannico, sull'individualità dell'attore. E per quanto noi conosciamo Che Guevara come un esempio di coerenza assoluta, di fedeltà ai propri ideali, non possiamo fare a meno di chiederci, se davvero, nel buio del suo giaciglio in mezzo alla Sierra, mentre chiudeva gli occhi a Bacarito, o agli altri rivoluzionari che non sarebbero arrivati a vedere la vittoria, non abbia avuto, anche per un solo minuto, il desiderio, la tentazione di andarsene, voltare le spalle ad una situazione tanto difficle da sostenere. Ci chiediamo, e non possiamo farne a meno, anche se non è questo lo spirito con cui il film viene scritto, che fina ebbia fatto il ragazzo che voleva visitare il Sudamerica in motocicletta. Certo, introdurre questo elemento nel film sarebbe stata una concessione alla fiction, che forse Sodembergh, anche volendocela mettere, non avrebbe potuto permettersi: esiste ancora, nel mar dei Caraibi, un'isola in cui 'Che' è il nome di un eroe mai dimenticato, in cui la mente di quella che fu la Rivoluzione ha governato fino a pochissimo tempo fa: e che forse non avrebbe gradito che dal film sortisse un Guevara diverso dalla propaganda.
Qualsiasi sia la motivazione delle scelte di Sodembergh, egli le porta avanti senza sbavature fino alla fine (almeno della prima parte). Vedremo cosa ci riserverà la seconda.