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COCA COLA E MCDONALD’S A CUBA, PERCHE NO?

COCA COLA E MCDONALD’S A CUBA, PERCHE NO?

31 Gennaio 2015 Cubaqui 0

Coca Cola e McDonald’s, due simboli planetari del consumismo americano, potrebbero sbarcare presto anche a Cuba, uno degli ultimi bastioni del socialismo reale.

L’apertura è di Alex Castro, figlio secondogenito nonché fotografo personale di Fidel, che ad 88 anni compiuti e senza più cariche ufficiali continua a regnare sull’isola caraibica smentendo le ricorrenti voci provenienti dalla diaspora anticastrista della Florida che lo danno per morto.

“Siamo vicini, potremmo produrre Coca Cola a Cuba. Stiamo facendo fare una pausa al nostro socialismo, ma non vi rinunceremo mai”, ha detto Alex in un’intervista a America Tevé. Il figlio del ‘lider maximo’, 52 anni, ha poi riconosciuto che il sistema politico cubano “ha commesso degli errori”, ma non ha voluto indicare quali.

Alex ha anche rivelato che suo padre, che non compare in pubblico dal gennaio del 2014 e la cui ultima fotografia risale all’agosto scorso, non solo è vivo ma continua ad avere grande influenza su Raul, il fratello minore presidente.

“Fidel è come un albero la cui ombra protegge Raul e il suo governo”, ha detto Alex, ripreso dalla tv mentre cammina per le strade dell’Avana mano nella mano con la fidanzata.

Stati Uniti e Cuba hanno intavolato nell’isola caraibica negoziati per normalizzare le relazioni diplomatiche, interrotte dopo la rivoluzione castrista. Il 17 dicembre scorso, il presidente Usa Barack Obama ha annunciato la volontà di ripristinare le relazioni con l’isola comunista. Un’apertura accolta favorevolmente dal presidente Raul Castro, secondo il quale però la normalizzazione delle relazioni potrà avvenire solo dopo che la Casa Bianca avrà tolto l’embargo e restituito alla sovranità cubana il territorio di Guantanamo.

Fidel ha ‘benedetto’ l’apertura di Raul al nemico storico ma ha aggiunto di “non avere fiducia” negli Usa. Il ‘lider maximo’ ha espresso in passato stima per Obama ma ha ammonito “che il processo di riavvicinamento sarà lungo e che gli Usa devono assumere iniziative concrete, come porre fine all’embargo e togliere Cuba dalla lista nera dei terroristi”. I cubani insomma dovranno aspettare ancora un po’ prima di gustarsi un Big Mac e una Coca Cola.

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