Una vacanza tanto sognata quanto preparata nei minimi particolari, ma si sa, a Cuba poi tutto cambia.
Ore 17.40 del 2 luglio – aeroporto Josè Martì de La Habana, Cecilia, delegata di CubAqui-Italia, accoglie Michele e la sua famigliola e li accompagna in una casa particular in pieno Centro Habana con una chevrolet del 1950.
L’impatto immediato è forte e, tra edifici in rovina, fumo e smog di auto a petrolio, diramazioni volanti di cavi elettrici e strade dissestate, Michele, con la testa ancora collegata a Bari e un pò di deformazione professionale da sindaco, subito trema e si interroga interagendo come amministratore, pur essendo in viaggio privato di vacanza.
Ma pian piano “Cuba” addomestica anche lui rivedendolo presto integrato per le “calles” del centro storico dell’Avana, schivo dal superfluo, con sandali aperti, pantaloncino e maglietta che fanno a cazzotti tra loro, cappello di paglia in testa, una “cerveza” nella mano ed un sigaro nell’altra, praticamente già cubanizzato.
Anche i ragazzi, inizialmente rigidi e maldisposti a questo sistema apparentemente ostile, si ammorbidiscono e cominciano a preferire taxi di auto d’epoca americane a moderne autovetture giapponesi, riso e fagioli neri alla pasta italiana. – E vai!!!! – Inizia così la vacanza on the road, all’insegna di zaino in spalla, case particular, panini e mezzi di trasporto d’occasione. Si perché si tratta proprio di un tour tra le contraddizioni e le eccellenze di Cuba, tra i siti storici della Rivoluzione e le spiagge bellissime del Caribe.
Subito quindi un pò di montagna a Viñales, una depressione carsica con picchi rocciosi che si ergono come isole dal fondo della valle ed un tuffo a Cayo Largo, fantastica isola del mar dei Caraibi.
Ma la visita di dovere e di piacere è a San Nicolas de Bari, umile cittadina agricola a 70 km dall’Avana.
A stupirci è l’accoglienza in una semplice cerimonia di protocollo. Qui Michele incontra il suo omologo sindaco che accolse a Bari in occasione del Festival CubAqui e rinnova gli impegni presi per mantenere le relazioni di amicizia già in atto tra le due città.
Il caldo è esagerato e mentre aspettiamo una nuova macchina per riprendere il viaggio, visitiamo l’antica ma ancora funzionante fabbrica di sigari e, tra gli sguardi incuriositi dei lavoratori, riceviamo attoniti, ancora omaggi e doni di amicizia.
Si riparte, allora, alla volta di Trinidad, antica cittadina coloniale patrimonio dell’Unesco, per soggiornare nella casa particular di Carlos, “Casa Jasmines”, che prende il nome da un secolare gelsomino che padroneggia il centro del patio.
Da qui memorabile è l’escursione alla riserva naturale del parco Topes de Collantes.
Prima in gip, a velocità preoccupante con un autista che poi si viene a scoprire reduce e miracolato di un super incidente stradale sempre con la stessa gip; poi a piedi, tra le montagne dell’Escambray in pieno diluvio equatoriale, tra fiumi che si ingrossano, tuoni, lampi e violente cascate di acqua in una vegetazione fitta e vergine. Emozionante a raccontare ma preoccupante per Natalino, accompagnatore e organizzatore del tutto.
Si torna a casa, finalmente, e per festeggiare a sorpresa il compleanno di Giovanni, un gruppo di 5 giovani musicisti irrompe nella casa con le note “Hasta siempre Comandante”. Uno ad uno tutti escono dalle proprie camere unendosi al ritornello della storica canzone a Che Guevara.
Rum di circostanza e sigari artigianali, ci aiutano ad entrare nelle melodiche musiche tradizionali in una ballata a piedi nudi tutta cubana.
Immancabile la tappa a Santa Clara per omaggiare Che Guevara sotto un acquazzone tropicale. Il mausoleo impone un rispettoso silenzio ma allo stesso tempo riecheggia dirompente la storia di quegl’anni ed un fiore viene deposto sulla corona d’alloro.
Non sono mancati gli incontri istituzionali con l’Ambasciatore italiano a Cuba, Carmine Robustelli e uno straordinario abbraccio con Eusebio Leal, deputato di spicco del governo cubano nonchè storico del municipio Habana Vieja, con ampi poteri speciali.
Ore 20.00 del 17 luglio – Michele e la sua famiglia sta sorvolando La Habana in rotta per l’Italia, ma gli occhi sono ancora fissi in quei volti solcati dal sole, nei sorrisi di quei bambini in quella strana magia che si chiama Cuba.




















SOCIAL MEDIA